amo i tunnel, è come entrare in un’altra dimensione dove il tempo rimane sospeso. questa perforazione orizzontale del terreno in cui domina la lunghezza è un non luogo, dove il ricordo del mondo che hai lasciato riecheggia distrattamente, grigio e distante. non esistono mappe o riferimenti, non esiste speranza o memoria. seguendo il tunnel, abbagliata da rapidi lampi, potrei sbucare su un mare senza tramonti e scoprirmi leggera, trasformata in luce. in quella bolla di buio, dove anche i suoni sono nuovi, mi ritrovo sola, irraggiungibile, ad esplorare una realtà sconosciuta agli altri. è qui che, per un attimo, mi tuffo nell’infinito. (*)